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Mineia, Signora di Paestum

DiAlfonso Verruccio

Lug 10, 2024

( Articolo di Alessandra Brunetto). Numerose sono le donne che hanno conferito maestosa rilevanza al passato, offrendo un tangibile e prezioso contributo al corso della storia. Tra queste personalità spicca la nobile signora Mineia, donna di rango senatorio nella tarda Repubblica. Secondo il rinomato Archeologo italiano Mario Torelli, Mineia viene identificata come la seconda moglie di Caio Cocceio Flacco, illustre senatore pestano. I benefattori di quell’epoca avevano la facoltà di erigere statue, non solo di se stessi ma anche dei membri illustri della propria nobile famiglia, all’interno degli edifici da loro generosamente donati alla collettività. Fu lei dunque, con fervore e magnanimità, a finanziare opere monumentali e statue, come quelle dedicate al marito, ai suoi due fratelli, a suo figlio e a suo nipote, dando così vita a un notevole programma di costruzioni che videro la luce nella storica città di Paestum verso la fine del I secolo a.C.

All’ambizioso progetto di edificare nell’area del Foro, Mineia unì, con straordinaria determinazione e grazie alla statua eretta in onore della sua famiglia, un secondo proposito di nobile caratura: il rinnovamento della Basilica.
Questo venerabile edificio sacro, risalente al II secolo a.C., fu sottoposto a modifiche e trasformazioni di grande impatto, mantenendo intatto soltanto il peristilio interno, un cortile contornato da colonne che sorreggevano un tetto appoggiato alla struttura principale. Inoltre le fu concessa una statua pubblica in un punto della città Pestana. L’intervento di Mineia sulla Basilica e il suo contributo alla città di Paestum hanno lasciato un’impronta indelebile della dinastia augustea, alla quale si ispirava con ammirazione.

Il suo prestigio e ciò che ha lasciato ai posteri si manifestano anche nell’onore dell’emissione di una moneta, che il Senato locale coniò recante il suo nome, Mineia M. f. Questa preziosa moneta, un semiasse di bronzo, rappresenta sul lato recto una testa di divinità femminile con la legenda “Mineia M(arci) f(ilia).”, mentre sul lato verso vi è raffigurata la Basilica, un edificio colonnato su due piani, coronato da un tetto a capanna. Questo simbolo monetario non solo celebra l’importanza e il ruolo di Mineia nella società del tempo, ma anche il suo impegno nella preservazione e nell’abbellimento del patrimonio architettonico e culturale di Paestum. Le sue iniziative hanno contribuito in modo considerevole alla valorizzazione culturale e artistica della sua epoca, lasciando una traccia permanente nel patrimonio storico e architettonico della città pestana.