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Ospedale.Risonanza Magnetica comprata nel 2018 mai utilizzata. Auricchio: "Gestione del Dea carente"


Dall’incontro tenutosi sabato mattina tra i sindaci delle aree interne, i vertici dell’Asl e gli esponenti della politica regionale è emerso, in seguito all’intervento di Girolamo Auricchio, vicesindaco di Roccadaspide e Presidente dell’Associazione Aree Interne del Cilento, che la Direzione Generale del Dea di I livello aveva acquistato, nel 2018, una risonanza magnetica del valore di circa seicentomila euro da destinare al presidio ospedaliero di Eboli, una risonanza mai installata a causa dell’inadeguatezza dei locali. L’impossibilità di utilizzare questa risonanza magnetica, acquistata per sostituire quella già esistente oramai obsoleta, ha causato dei costi in più per l’azienda sanitaria visto che i pazienti bisognosi di tali visite venivano, nonostante l’investimento fosse stato fatto, trasportati in ambulanza in altre strutture, spesso private, dove tali esami potevano essere effettuati. Improvvisamente il 19 aprile mattina, sul sito dell’Asl di Salerno è apparsa la delibera in cui si predispongono i lavori propedeutici all’installazione della risonanza magnetica ossia il Tomografo RM Siemens destinato al P.O. di Eboli. In pratica tre anni dopo la predisposizione dell’acquisto. “A quanto ammonta il costo delle risonanze che i pazienti sono stati costretti a fare altrove a carico dell’Asl nonostante la strumentazione per farle fosse stata acquistata? Mi fa piacere che dopo tre anni dalle mia sollecitazione, finalmente, la procedura per attivare la nuova risonanza magnetica sia stata sbloccata, ma in questo lasso di tempo abbiamo pagato i costi per tali esami tre volte: quelli relativi all’acquisto della strumentazione, quelli relativi al trasporto e all’esame fatto altrove e quelli relativi al mantenimento in attività della vecchia risonanza. Il Direttore Minervini, che di fatto dovrebbe segnalare ciò che manca per permetterne l’acquisto, è assente” ha affermato Auricchio. “La Siemens, che ci ha fornito la risonanza magnetica, ci ha fatto sapere, dopo l’acquisto, tramite i suoi legali, che non poteva svolgere i lavori di adeguamento dei locali, mentre in un primo momento ci avevano informati del contrario. Si è dovuto, quindi, procedere a riaffidare i lavori. La nuova ditta agggiudicataria adeguerà i locali entro quattro mesi e presto la risonanza magnetica ad alto campo sarà a disposizione del nostro DEA. Materialmente è stata solo prenotata nel 2018, ma sarebbe dovuta essere consegnata quando sarebbero stati pronti i lavori di sistemazione quindi ancora non è stata consegnata. Se si tiene conto, inoltre, del fatto che lo scorso anno, a causa del Covid, le ditte non potevano fare i sopralluoghi anche perché la risonanza magnetica sarà installata nella parte del presidio adiacente a quella in cui vengono effettuati gli esami Covid, ci si spiega questo lungo ritardo. La direzione sanitaria di Eboli con varie note ha espresso la volontà di accelerare i lavori anche perché all’interno Dea non esiste altra risonanza magnetica” ha affermato, dal suo canto Emiddio Sparano, sindacalista ebolitano della Cisl: “Con la delibera 520 del 2018 si ordinava la risonanza e veniva dato incarico per progettarne i locali idonei ad installarla, siamo arrivati ad oggi che con la delibera 473 si parla di 540.732,17 per i lavori propedeutici all’installazione della risonanza. Inoltre, se i locali ad Eboli non erano idonei per tale installazione, perché non si provvedeva a prendere in considerazione i locali degli ospedali di Battipaglia o di Roccadaspide?” ha continuato Auricchio. “La risonanza fu acquistata per l’ospedale di Eboli in quanto la struttura complessa per la radiologia del Dea è presso questo presidio e serve qui per diversi motivi tra cui l’utilità che può dare anche alla struttura complessa dell’emodinamica per gli esami del cuore, la strumentazione, inoltre, si aggiunge a quella per la diagnostica del seno e quindi è importante che sia ad Eboli dove è stato già individuato il sito idoneo, al piano terra come necessita l’installazione di queste macchine” ha affermato Sparano. Resta il malcontento da parte degli amministratori della Valle del Calore nei confronti dell’organizzazione del Dea: “abbiamo avuto sei medici in uscita con strani nulla osta mai sostituiti a Roccadaspide, la verità è che l’organizzazione da parte della Direzione Sanitaria del Dea è manchevole in tutto e in conclusione l’unica risonanza del Dea viene attivata dopo circa tre anni dalla predisposizione dal suo acquisto” ha ribadito Auricchio.


Alessandra Pazzanese



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