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Altavilla Silentina – La rinascita della Chiesa di Sant’Egidio: nasce il Comitato tecnico per la ristrutturazione

DiAlfonso Verruccio

Feb 6, 2026

Ad Altavilla Silentina è stato reso noto l’istituzione prossima di un comitato per il recupero di uno dei più antichi e simbolici monumenti religiosi del paese: la Chiesa di Sant’Egidio, edificata nel centro storico e dedicata al santo patrono che da secoli accompagna spiritualmente la comunità altavillese.
La chiesa, fondata in epoca medievale e ricostruita tra il 1748 e il 1756 dopo una demolizione settecentesca, rappresenta un pezzo fondamentale della storia, dell’arte e della cultura di Altavilla Silentina. Nel corso dei secoli ha conosciuto fasi alterne: danneggiata nella Seconda guerra mondiale e restaurata più volte nel Novecento, è stata chiusa al culto dal terremoto del 23 novembre 1980, restando inaccessibile da oltre quarantacinque anni nonostante l’affetto dei fedeli e la sua importanza storica.
Per restituire alla comunità questo luogo di grande valore, è stata resa nota l’ istituzione prossima di un Comitato tecnico pro-ristrutturazione della chiesa madre – Parrocchia di Sant’Egidio, composto da professionisti del territorio: ingegneri, architetti e geometri con competenze specifiche nel settore dei beni culturali e delle opere di restauro. Il loro compito sarà fondamentale: stimare in maniera dettagliata quanto servirà per il ripristino integrale della struttura, definire interventi prioritari e predisporre un progetto esecutivo capace di attrarre fondi e contributi.
Il comitato che si andrà a costituire auspica anche un contributo da parte della Curia locale, ma non solo: un appello è stato lanciato alla cittadinanza perché  “il  buon cuore degli altavillesi” possa essere un mattone concreto nella rinascita della chiesa, simbolo di fede e identità storica per l’intera comunità.
La Chiesa di Sant’Egidio non è solo un edificio sacro: è un patrimonio di arte, memoria e spiritualità che affonda le sue radici nel tessuto sociale di Altavilla Silentina, qui da generazioni centro di riti, feste e tradizioni culturali. Il progetto di recupero, dunque, non mira solo al restauro delle pietre, ma alla rinascita di un luogo di appartenenza collettiva.